0catalogo mostra galleria La Tartaruga 1984 Roma

 

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0catalogo mostra galleria La Tartaruga 1984 Roma..........................................................

 

Il Cassonetto

Ogni singolo cassonetto,zummato a tutto campo a invadere la tela o inscritto ai bordi di una strada ma anche rovistato da una mano,diventa nelle inquadrature di Aurelio Bulzatti altro da se.Il bianco e il rosso schietto delle strisce laterali invece che identificarlo come unto contenitore di avanzi di vita,qui, squillano a celebrare “l’onnipotente indistruttibilità della rovina”.I saccheti di plastica,gli ex indumenti appallottolati,la frutta vecchia o la mollica secca del pane avanzato delimitano un campo di nonesistenza, esaltano indecentemente la non volontà.I cassonetti,tutti,che dipinge Aurelio Bulzatti,spargendoli nella città,sono eretici monumenti al troppo pieno.
“Io non voglio” sembra dire la zingara o chi per lei si butta a frugare a capofitto e,dopo aver soppesato ogni scarto, afferra il suo bottino di primarie necessità allontanandosi indifferente verso la sua anonima disidentità.
Bulzatti trova e raffigura l’inconsapevolezza del perfetto.proprio in questa zingara ignara e ben piazzata che tiene per mano la sua bambina..Nella stilizzazione stabilissima –uso trattenuto del colore,negazione di ogni voluttà virtuosa,fermezza nel rifiuto dell’aneddoto- il ciclo/cerchio dei cassonetti rivela a chi non si accontenta di pattinare sulla tela un ronzio batteriologico come se,una sottopopolazione linfocitaria lottasse contro un’infezione che attacca l’io,ormai autoimmune, facendolo crescere a dismisura.
Davanti al troppo pieno,al troppo immenso carico dell’io,questo artista si fa scomparire e dietro la regale miserabilità, dei suoi cassonetti si intuisce un pennello che è occhio e orecchio, una mano chirurgica che tenta/cerca , in silenzio, di ridare una proporzione.

Maria silvia farci

 

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